Perché ci si è interessati a questo referendum entrando nelle sue motivazioni e finalità ed arrivando insieme ad amici che ringrazio, ed a sempre più cittadini alla determinazione di costituire un Comitato Civico operando sui social https://www.facebook.com/groups/238181567213433 e poi anche sul territorio con gazebo informativi ?
- in primis sul modo in cui è nato questo referendum , non dalla raccolta di firme da parte di 500 mila cittadini come avrebbe fatto magari l’indomito Pannella , ma è nato da 71 firme di parlamentari , una piccola frangia che infatti che non ha votato 4 volte positivamente la riforma in parlamento come fatto da un’ampissima maggioranza di M5S,Lega,PD,FDI,LEU,IV , legittimamente si badi bene raccoglieva con peripezie varie e “ prestiti di parlamentari vari “ le firme necessarie a bloccare l’entrata in vigore della legge costituzionale a gennaio e quindi provocava il referendum ;
- poi si è iniziato a guardare come cittadini il testo della modifica della legge costituzionale che in verità appare assai semplice
una semplice riduzione di numero dei componenti delle assemblee elettive , i deputati da 630 a 400 , i senatori da 315 a 200 , nessuna modifica di prerogative o di sistema di elezione che avviene sempre da parte del popolo , poi si è passati alle motivazioni dei proponenti : ossia il risparmio calcolato in 4/500 milioni a legislatura , qualcuno dice un caffè a cittadino , ma sono milioni di caffè... riduzione dei soliti vitalizi , minori portaborse, ma cosa più interessante la conseguente razionalizzazione dei lavori parlamentari e di commissione tramite le conseguenti modifiche ai regolamenti .
Da sempre la sensazione
diffusa da parte dei cittadini è stata quella di avere una classe parlamentare
lontana dalle proprie necessità reali , che si vede solo in occasione di
elezioni , e poi chiusa in un palazzo lontano
impossibile da raggiungere , e questo si badi
bene con un risultato di paese in deficit perenne ed con disuguaglianze sociali
sempre più marcate , un fisco esoso necessario a far fronte a scandali e sprechi
conclamati...beh allora la
risposta non può che essere un SI convinto a tale riforma .
Si è passato quindi agli approfondimenti :
Sinceramente non so qual è il numero perfetto di parlamentari per rappresentare i cittadini e se la domanda se la sono posta a guerra finita nel 1946 ( i costituenti 556 in tutto) allora probabilmente il numero perfetto non esiste , si tratta di una pura convenzione politica a seconda dei tempi e delle circostanze.
La storia ci dice che l’Assemblea
si divise fra chi voleva un organo più
snello, rappresentativo ed efficiente (3-400 deputati e metà senatori), e chi pensava
invece che quantità fosse sinonimo di qualità. Alla fine, nella Costituzione, si decise di
non fissare un numero preciso, ma un criterio elastico: un deputato ogni 80mila
abitanti o frazione superiore a 40mila; un senatore ogni 200mila abitanti o
frazione superiore a 100mila. Ma solo nel 1963, a pochi mesi dalle elezioni, il
governo Fanfani varò una legge costituzionale che cambiava per la quarta volta
il numero degli eletti, moltiplicando le poltrone ben oltre il rapporto fissato
dalla Carta originaria : 630 deputati e 315 senatori (più quelli a vita) in
maniera fissa . Quindi ora si cambia una legge costituzionale targata Dc, ma non
la Costituzione originaria .
Si ricordano poi che negli ultimi 40 anni tanti tentativi , le
commissioni bicamerali di Bozzi e De Mita (1993), quella di D’Alema (1997) in
sintonia con Berlusconi , ma alla fine la
riduzione dei parlamentari fu effettivamente varata in due riforme
costituzionali: quella del governo Berlusconi del 2006 che però profilava
grandi poteri al presidente del
Consiglio e devolution di Bossi , e recente
quella del governo Renzi del 2016 che invece riduceva a 100 il numero dei
senatori resi non elettivi ma nominati
dai consigli regionali con un’enorme complicazione dell’iter legislativo in cui
si aboliva il bicameralismo perfetto .
I Cittadini ai
referendum bocciarono sonoramente tali riforme costituzionali viste troppo complicate . Quindi il messaggio
inviato alla politica dai cittadini era che la Costituzione non poteva essere
riformata in blocco basta maxi-riforme costituzionali che costringono gli
elettori a un Sì o a un No “prendere o lasciare” su norme diverse ed eterogenee
senza capirci nulla ; meglio delle
piccole riforme step by step , più
possibile condivise, per aggiornare pochissimi articoli della Carta funzionali 0
e consentire ai cittadini un voto omogeneo e consapevole. Il tutto in linea con
lo spirito dell’articolo 138, che prevede modifiche limitate
Ma cosa ha prodotto di
buono tale generazione di oppositori ? cittadini e giovani generazioni non
possono aspettarsi nulla di buono, ma solo l’eredità di una montagna di debiti
che pesa già sulle spalle su chi deve ancora nascere. Oppositori che hanno
cancellato dall’orizzonte ogni speranza di rinnovamento del paese, adducendo in favore del no al taglio dei parlamentari con
principale argomentazione di un presunto
danni alla democrazia,e sempre il populismo.
Nonché la presunta ridotta rappresentatività politica e geografica, l’equiparazione con gli altri paesi usando dati fuorvianti, il negato snellimento dell’iter legislativo, il rifiuto del risparmio
Argomento utilizzato, è quello che con il taglio dei parlamentari l’Italia sarebbe il paese con meno rappresentanti popolari. Ma se si legge bene nel computo non vanno inseriti i parlamentari non eletti (tipo i nostri senatori a vita) come accade in Inghilterra con i 600 Lord di nomina regia a vita,o i Francia ove i senatori sono nominati dalle regioni .
Calcolando solo gli eletti i 600 parlamentari italiani della riforma ci metterebbero allo stesso livello del Congresso degli USA con 545, della Camera dei Comuni della Gran Bretagna con 650, dell’Assemblea nazionale della Francia con 577 membri, del Bundestag della Germania con 709 .
Quindi da lunedì, se vince il Sì, l’auspicio che si potrà iniziare anche iniziare a discutere per adeguare gli stipendi dei parlamentari a quelli dei colleghi europei e, soprattutto, partire dal testo base della legge elettorale far si che restituisca agli elettori il potere di scegliersi i propri rappresentanti con ampi collegi , magari con le preferenze in maniera che i cittadini possano premiare i rappresentanti più produttivi e partecipativi .
Napoli
15/09/2020




