martedì 15 settembre 2020

Motivazioni per il SI , Referendum costituzionale confermativo 20 e 21 settembre

 

Perché ci si è interessati a questo referendum entrando nelle sue motivazioni e finalità  ed arrivando insieme ad amici che ringrazio, ed a sempre più cittadini    alla determinazione di costituire un Comitato Civico operando sui social https://www.facebook.com/groups/238181567213433       e poi anche sul territorio con gazebo informativi   ?  


-  in primis sul modo in cui è nato questo referendum , non dalla raccolta di firme da parte di 500 mila cittadini come avrebbe fatto magari l’indomito Pannella , ma è nato da 71 firme di parlamentari , una  piccola frangia che infatti che non ha votato 4 volte positivamente la riforma in parlamento come fatto da un’ampissima maggioranza di M5S,Lega,PD,FDI,LEU,IV ,  legittimamente si badi bene  raccoglieva con peripezie varie e “ prestiti di parlamentari vari “ le firme necessarie a bloccare l’entrata in vigore della legge costituzionale a gennaio e quindi provocava il referendum ;

- poi si è iniziato a guardare come cittadini il testo della modifica della legge costituzionale che in verità appare assai semplice 


una semplice riduzione di numero dei componenti delle assemblee elettive , i deputati da 630 a 400 , i senatori da 315 a 200 , nessuna modifica di prerogative o di sistema di elezione che avviene sempre da parte del popolo , poi si è passati alle motivazioni dei proponenti :  ossia il risparmio calcolato  in 4/500 milioni a legislatura , qualcuno dice un caffè a cittadino , ma sono milioni di caffè... riduzione dei soliti vitalizi , minori portaborse, ma cosa più interessante la conseguente razionalizzazione dei lavori parlamentari e di commissione tramite le conseguenti modifiche ai regolamenti . 




Da sempre la sensazione diffusa da parte dei cittadini è stata quella di avere una classe parlamentare lontana dalle proprie necessità reali , che si vede solo in occasione di elezioni , e poi  chiusa in un palazzo lontano impossibile da raggiungere , e questo si badi  bene con un risultato di paese in deficit perenne ed con disuguaglianze sociali sempre più marcate , un fisco esoso necessario a far fronte a scandali e  sprechi  conclamati...beh allora la risposta non può che essere un SI convinto a tale riforma .

Si è passato quindi agli approfondimenti  :  

Sinceramente  non so qual è il numero perfetto di parlamentari per rappresentare i cittadini  e se la domanda se la sono posta a guerra finita nel 1946 ( i costituenti 556 in tutto) allora probabilmente il numero perfetto non esiste , si tratta di una pura convenzione politica a seconda dei tempi e delle circostanze.  

La storia ci dice che l’Assemblea si divise fra chi  voleva un organo più snello, rappresentativo ed efficiente (3-400 deputati e metà senatori), e chi pensava invece che quantità fosse sinonimo di qualità.  Alla fine, nella Costituzione, si decise di non fissare un numero preciso, ma un criterio elastico: un deputato ogni 80mila abitanti o frazione superiore a 40mila; un senatore ogni 200mila abitanti o frazione superiore a 100mila. Ma solo nel 1963, a pochi mesi dalle elezioni, il governo Fanfani varò una legge costituzionale che cambiava per la quarta volta il numero degli eletti, moltiplicando le poltrone ben oltre il rapporto fissato dalla Carta originaria : 630 deputati e 315 senatori (più quelli a vita) in maniera fissa . Quindi ora si cambia una legge costituzionale targata Dc, ma non la Costituzione originaria .

 Allora il potere legislativo era affidato in esclusiva al Parlamento , ma nel 1970, arrivarono le Regioni con consistente devoluzione di potere legislativo e in seguito anche il Parlamento europeo con emanazione delle Direttive da convertire in legge .  Comunque i nostri legislatori elettivi di conseguenza raddoppiarono, da quasi 945 a 1918 (945 parlamentari, 897 consiglieri regionali, 76 eurodeputati). Fu così che a fine anni 80 arriva l' importante la testimonianza lasciata da Nilde Iotti al riguardo la necessità di uno sfoltimento numerico ;


 Gran parte dei partiti, dei giuristi e dei cittadini  si convinsero che il Parlamento andasse sfoltito: in linea con le Camere elettive delle altre grandi democrazie, tutte meno pletoriche e costose delle nostre.

Si ricordano  poi che  negli ultimi 40 anni tanti tentativi , le commissioni bicamerali di Bozzi e De Mita (1993), quella di D’Alema (1997) in sintonia con Berlusconi ,  ma alla fine la riduzione dei parlamentari fu effettivamente varata in due riforme costituzionali: quella del governo Berlusconi del 2006 che però profilava grandi poteri al  presidente del Consiglio e devolution di Bossi  , e recente quella del governo Renzi del 2016 che invece riduceva a 100 il numero dei senatori  resi non elettivi ma nominati dai consigli regionali con un’enorme complicazione dell’iter legislativo in cui si aboliva il bicameralismo perfetto .

I Cittadini ai referendum bocciarono sonoramente tali riforme costituzionali  viste  troppo complicate . Quindi il messaggio inviato  alla politica dai cittadini  era che la Costituzione non poteva essere riformata in blocco basta maxi-riforme costituzionali che costringono gli elettori a un Sì o a un No “prendere o lasciare” su norme diverse ed eterogenee senza capirci  nulla ; meglio delle piccole riforme  step by step , più possibile condivise, per aggiornare pochissimi articoli della Carta funzionali 0 e consentire ai cittadini un voto omogeneo e consapevole. Il tutto in linea con lo spirito dell’articolo 138, che prevede modifiche limitate

 Chi si oppone alla riforma ? Innanzitutto grande meraviglia per non aver visto alcun tipo di dibattito durante le ben 4 votazioni parlamentari , un grande silenzio da parte di professori costituzionalisti che oggi leggo quotidianamente e poi la comparsa sempre nella veste di propugnatori del no , di tutta una classe politica che si credeva scomparsa o non eletti o silenti in parlamento  (i vari Casini, Giachetti, Bertinotti, Prodi, Parisi, Cirino Pomicino, Sisto, Napoli, Brunetta, Violante, Bonino, Zanda, Finocchiaro, Santanché, Orfini, Sgarbi, Rotondi, Razzi, Scilipoti , addirittura Formigoni che sconta una pena voleva tenere un comizio …. Impressionante poi il blocco della stampa tutta che fa da grancassa a tali posizioni , o se volete le cariatidi dell’immobilismo della politica italiana, tutti intenti alla conservazione, alla difesa di privilegi anacronistici, all’opposizione preconcetta contro qualsiasi cosa che odori di svecchiamento, di modernizzazione, di maggiore consapevolezza sociale.

Ma cosa ha prodotto di buono tale generazione di oppositori ? cittadini e giovani generazioni non possono aspettarsi nulla di buono, ma solo l’eredità di una montagna di debiti che pesa già sulle spalle su chi deve  ancora nascere. Oppositori che hanno cancellato dall’orizzonte ogni speranza di rinnovamento del paese, adducendo  in favore del no al taglio dei parlamentari con principale  argomentazione di un presunto danni alla democrazia,e sempre il populismo.

Nonché la presunta ridotta rappresentatività politica e geografica, l’equiparazione con gli altri paesi usando dati fuorvianti, il negato snellimento dell’iter legislativo, il rifiuto del risparmio

Argomento utilizzato, è quello che con il taglio dei parlamentari l’Italia sarebbe il paese con meno rappresentanti popolari.  Ma se si legge bene  nel computo non vanno inseriti i parlamentari non eletti (tipo i nostri senatori a vita) come accade in Inghilterra con i 600 Lord  di nomina regia a vita,o i Francia ove i senatori sono nominati dalle regioni .


Calcolando solo gli eletti i 600 parlamentari italiani della riforma ci metterebbero allo stesso livello del Congresso degli USA con 545, della Camera dei Comuni della Gran Bretagna con 650, dell’Assemblea nazionale della Francia con 577 membri, del Bundestag della Germania  con 709 .

 Pure protestano per il fatto che un numero ridotto di parlamentari costituirebbe una minore rappresentatività popolare e un minore contatto con il collegio di elezione.  Ma già ora con il rosatellum in vigore i partiti candidano solo i loro favoriti in listini e collegi sicuri anche se del tutto sconosciuti e distanti migliaia di kilometri dal luogo di residenza dove li votano i cittadini

 Altri pretenderebbero poi che prima fosse fatta la legge elettorale e poi la riforma costituzionale. Ma una simile pretesa è un puro non senso dato che le leggi si fanno sulla base della costituzione vigente e non sulla base di quella da variare

 Ricordiamo che  i cittadini  italiani sono stati chiamati varie volte  ad esprimersi con un referendum ma tranne qualche eccezione (divorzio, aborto, nucleare) , ma la classe politica , ha sempre disapplicato la volontà popolare (divieto finanziamento ai partiti, concessioni televisive e pubblicità, acqua pubblica  responsabilità magistrati ) o boicottato altri referendum per non far loro raggiungere il quorum invitando ad andare al mare .

 Nel caso del referendum del 20-21 settembre, trattandosi di una consultazione confermativa, e non abrogativa, il quorum non è richiesto. Da qui il motivo del grande nervosismo di chi difende per suo interesse  lo status-quo , vista l’impossibilità di sfruttare l’invito a disertare le urne .

 La paura se vince il No, è che quelle forze  in Parlamento avrebbero  un’ottima scusa per interrompere le autoriforme e magari riprendersi i privilegi perduti  come i vitalizi tagliati .

 Concludendo ,si reputa che l’interesse dei cittadini sarebbe  avere un parlamento efficiente che produca più leggi ed ascolti chi sta in basso , preferire la qualità alla quantità . E questo  taglio dei parlamentari da 945 a 600  pare  diventata una tappa fondamentale per aprire un processo di riforme in cui dare più voce ai cittadini con la nuova  legge proporzionale , con le preferenze e ridurre i costi della politica , ma  non per diminuire la democrazia , ma per far si che la politica si metta al servizio dei cittadini e non viceversa come avviene fin'ora

Quindi da lunedì, se vince il Sì, l’auspicio che si potrà iniziare anche iniziare a discutere per adeguare gli stipendi dei parlamentari a quelli dei colleghi europei e, soprattutto, partire dal testo base della legge elettorale far si che restituisca agli elettori il potere di scegliersi i propri rappresentanti con ampi collegi , magari con le preferenze  in maniera che i cittadini possano premiare i rappresentanti più produttivi e partecipativi . 

#sivotasi 

Napoli  15/09/2020

comitatonapoli.si@virgilio.it







martedì 28 gennaio 2020

Dichiarazione di Dissesto finanziario - Effetti sul Cittadino e sul Comune

Dichiarazione di Dissesto finanziario - Effetti sul Cittadino e sul Comune 

L'articolo 244 del testo unico 267/2000 stabilisce "  si ha stato di dissesto finanziario se l'Ente non può garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell'ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte "  
A differenza di una società privata un   Comune   NON    può fallire , quindi continua sempre la sua attività .   In caso di dissesto si va a creare una netta divisione tra passato e futuro e la nota prevalente è la necessità di assicurare al Comune la continuità di esercizio e di erogare i servizi ai cittadini , in quanto i gravi squilibri finanziari che hanno causato lo stato di crisi , non possono portare alla cessazione dell'attività . 
Tutti gli oneri pregressi ( debiti ) sono estrapolati dal bilancio comunale che si azzera e passati ad un Commissario nominato dal Presidente della Repubblica che si incarica della verifica di tutti i debiti e creditori attraverso la redazione di un piano di estinzione del debito con il quale viene azzerata la situazione che ha creato il deficit , mentre il Comune ed il Sindaco continuano l'ordinaria amministrazione .

Art.247 del Testo Unico Come si delibera il dissesto : " 1. ove dalle deliberazioni dell'Ente , dai bilanci di previsione, dai rendiconti o da altra fonte la Corte dei Conti venga a conoscenza dell'eventuale condizione di dissesto , chiede chiarimenti all'Ente e motivata relazione all'organo di revisione contabile assegnando un termine ...  2.ove sia ritenuta sussistente l'ipotesi di dissesto l'organo di controllo assegna al Consiglio Comunale , con lettera notificata ai singoli consiglieri un termine non superiore a venti giorni , per la deliberazione del dissesto; 3. Decorso infruttuosamente tale termine l'organo regionale di controllo nomina un commissario ad acta per la deliberazione dello stato di dissesto ; 4. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al Prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del Consiglio Comunale ai sensi art. 141 ;
Le conseguenze della dichiarazione di dissesto producono una serie immediata di effetti ,irrigidiscono tutta l'operatività dell'ente , ma l'effetto è anche politico perchè i suoi effetti colpiscono gli amministratori considerati colpevoli  " art. 248 gli amministratori non sono candidabili per 10 anni e ove responsabili la Corte dei Conti irrora una sanzione pecuniaria fino a 20 volte la retribuzione mensile lorda " Le imposte e tasse locali e le tariffe base vengono innalzate al massimo , l'ente deve applicare misure tariffarie che assicurino la copertura dei costi di servizio , per i servizi produttivi e canoni patrimoniali , per i servizi individuali il costo di gestione deve essere coperto con proventi tariffari e contributi finalizzati ; Snellimento della macchina comunale ,viene ridimensionata la spesa per il costo di lavoro ed il personale in esubero (inabile ) viene collocato in disponibilità , i contratti a tempo determinato dei dirigenti deve essere ridotta al 50% . I creditori dell'Ente devono dimostrare all'organo di liquidazione la sussistenza dei propri crediti , sono autorizzate transizioni giudiziarie ed extragiudiziarie .

Quindi in sintesi quando un Comune dichiara il dissesto, la capacità decisionale passa ai commissari governativi, tasse e tariffe comunali vengono poste ai massimi livelli, i creditori non possono più rivolgersi alla magistratura, le assunzioni sono bloccate, la pianta organica del Comune viene rivista, con la possibilità di mobilità obbligatoria per i dipendenti pubblici, i servizi non indispensabili elargiti in misura ridotta . 
I commissari poi procedono alla liquidazione del patrimonio disponibile e contrattano con i creditori la ristrutturazione del debito . 

Ora da cittadini fate mente locale su tutti i servizi che già da oggi il Comune di Napoli non eroga ai cittadini .... trasporti al minimo , nessuna manutenzione al verde , parchi chiusi , impianti sportivi chiusi , minima manutenzione alle strade , mense scolastiche al minimo , servizi sociali vari aboliti , bandi abitazioni pubbliche inesistenti  , carenza raccolta rifiuti , municipalità  senza fondi , fallimenti partecipate Bagnoli , Terme , Mercato ....  etc etc etc....

Fate mente locale alle varie tasse comunali , Tarsu , Imu , Add.Irpef , Soggiorno ... etc etc  sono già tutte al massimo da vari anni .

Questo perchè n pratica il Comune  di Napoli sta in una situazione di pre-dissesto da vari anni simile al dissesto ed i servizi erogati sono minimi , le imposte sono già al massimo , ed il debito comunale accumulato è di  1.700.000.000  , circa 18.000 euro a cittadino . La previsione dell'attuale Sindaco De Magistris che amministra il Comune da SETTE anni e che non ha certo alcuna voglia di pagare le colpe del dissesto è di dilazionare il debito comunale in 15 anni , fino al 2033 , come consentito dalla legge 205/2017 comma 888/889 .... possibilità quindi di ripianare circa 115.000.000 anno , cifra che restava un vero macigno sulle casse comunali e che impedisce , insieme alle prescrizioni , qualsiasi ripresa dell'Ente .

Ma la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti Campania , aveva accertato con sua delibera un «difetto di copertura di alcune partite di spesa» nel Bilancio Comunale assumendo misure interdittive ma rimettendosi alla Consulta relativamente all’uso delle «anticipazioni di liquidità» con cui in pratica si occultava il deficit effettivo  nello stessi Bilancio . Il Comune di Napoli si era appellato contro tale delibera .

Ora la Corte Costituzionale con sentenza n.4 del 2020 (relatore Aldo Carosi) Le «anticipazioni di liquidità» sono «utilizzabili dagli enti locali in senso costituzionalmente conforme solo per pagare passività pregresse iscritte in bilancio», in quanto «prestiti di carattere eccezionale finalizzati unicamente a rafforzare la cassa quando l’ente non riesce a pagare le passività accumulate», ha appena affermato ribadendo così il divieto di utilizzare queste risorse «per modificare il risultato di amministrazione e assicurare nuove forme di copertura giuridica della spesa». Questa la nota stampa dalla Corte , che ha bocciato le ragioni del Comune di Napoli nel ricorso contro la delibera della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti Campania che, due anni fa, aveva accertato un «difetto di copertura di alcune partite di spesa» assumendo misure interdittive ma rimettendosi alla Consulta relativamente all’uso delle «anticipazioni di liquidità».La Consulta poi chiarisce «gli effetti della sentenza sulla gestione contabile degli enti locali che abbiano applicato norme illegittime ai propri disavanzi: ognuno li rideterminerà correttamente e provvederà agli accantonamenti secondo le disposizioni vigenti al tempo di ciascuno dei pregressi esercizi».(cormez 28/1/20)
Adesso la decisone torna alla Corte dei Conti Campania vincolata al parere della Consulta e l’amministrazione comunale rischia concretamente  il dissesto.

Questa sintesi è stata fatta in maniera più semplice possibile , per far valutare proprio al cittadino ove sia la SUA convenienza in questa situazione , parliamo di 900.000 abitanti in Napoli , chi ne pagherà le conseguenze ? Saranno gli amministratori , i creditori che dovranno rifare i conti , ma la parte più consistente saranno le banche , ed i dipendenti comunali , parliamo di quella fetta di inabili che godranno degli ammortizzatori sociali . 
Maggior rigore nelle decisioni, niente sprechi , controlli della spesa , degli appalti , delle opere , e dei risultati di gestione....

Quindi dove pende la bilancia Costi/ benefici ? 

Certamente per il Comune di Napoli ci sarebbe un nuovo inizio azzerando tutto il precedente , e specialmente per una nuova e futura amministrazione che partirebbe pulita nei conti e con libertà di decisioni , Auspicabile e immaginabile poi un aiuto del Governo , e non più in questo caso " a perdere" ma per assicurare i giusti servizi e vivibilità ai cittadini .

domenica 2 aprile 2017

Italicum legge elettorale definitiva con Collegi Campania

Questa la Versione definitiva dell'Italicum emendata dalla Corte Costituzionale con indicazione Collegi Campania


Schema di scheda elettorale per il primo turno: per ogni lista la scheda riporta il contrassegno della lista, il nome del capolista bloccato e due linee orizzontali per esprimere i due voti di preferenza.
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La versione finale approvata dal Parlamento e poi modificata dalla Corte costituzionale nel 2017 prevede:
·         premio di maggioranza di 340 seggi (55% dei seggi, esclusi gli eletti nella circoscrizione Estero) alla lista (non più alla coalizione) in grado di raggiungere il 40% dei voti (non più il 37%) al primo turno;
·         soglia di sbarramento unica al 3% su base nazionale per tutti i partiti, non essendo più previste le coalizioni;
·         suddivisione del territorio nazionale in 100 collegi plurinominali (designati successivamente con un decreto legislativo);
·         designazione di un capolista "bloccato" in ogni collegio da parte di ciascun partito, con possibilità per i capilista di candidarsi in massimo 10 collegi;
·         Parte emendata con sentenza della Corte costituzionale depositata il 25 gennaio 2017. I capilista plurieletti vedranno il proprio collegio di elezione estratto a sorteggio
·         possibilità per gli elettori di esprimere sulla scheda elettorale due preferenze "di genere" (obbligatoriamente l'una di sesso diverso dall'altra, pena la nullità della seconda preferenza) da scegliere tra le liste di candidati presentate;
·         per favorire l'alternanza di genere, l'obbligo di designare capilista dello stesso sesso per non più del 60% dei collegi nella stessa circoscrizione (regione) e di compilare le liste seguendo l'alternanza uomo-donna.


Come funziona l’assegnazione dei seggi. L’assegnazione dei seggi della Camera, avviene su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei resti più alti: le percentuali ottenute dai partiti ottenuti a livello nazionale vengono proiettate sui 100 collegi, in ognuno dei quali possono essere eletti un minimo di tre e un massimo di 9 deputati (in media 6-7).

Quindi ci  saranno le candidature multiple: i capilista – ma solo loro – potranno cioè essere inseriti nelle liste in più di un collegio, come già accadeva nel Porcellum, fino a un massimo di 10 collegi. ci saranno quindi cento capilista, scelti direttamente dai partiti. Prima sono eletti i capilista, poi – se avanzano posti – i candidati eletti con le preferenze. Dal secondo eletto in poi intervengono dunque le preferenze e ogni elettore o elettrice ne potrà esprimere due: obbligatoriamente un uomo e una donna pena la nullità della seconda preferenza. Tra i capilista, non più del 60 per cento sarà dello stesso sesso. 








I collegi elettorali per la Camera dei deputati, tutti plurinominali fatta eccezione per la Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano.

Come precisato sopra, alla lista che raggiunge almeno il 40% dei voti al primo turno vengono automaticamente assegnati i 340 seggi derivanti dal premio di maggioranza, mentre i 277 seggi restanti (si escludono infatti quello della Valle d'Aosta e i 12 della circoscrizione Estero) vengono ripartiti fra le altre liste che superano lo sbarramento; questi ultimi seggi vengono ripartiti con metodo proporzionale, precisamente secondo il Metodo Hare-Niemeyer dei quozienti interi e dei più alti resti: i seggi vengono assegnati proiettando le percentuali ottenute dai partiti a livello nazionale sui 100 collegi (i seggi assegnati da ognuno di essi variano da un minimo di 3 a un massimo di 9).

Il territorio dei 100 collegi è stato determinato, come previsto dalla legge, con il decreto legislativo 7 agosto 2015, n. 122, cercando di garantire la coerenza del bacino territoriale e l'omogeneità economico-sociale e storico-culturale di ciascun collegio, sulla base delle indicazioni di un'apposita Commissione, nominata dai Presidenti delle Camere e formata dal presidente dell'Istituto nazionale di statistica e da dieci docenti universitari ed esperti. La Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano sono state divise in nove collegi uninominali (rispettivamente, uno, quattro e quattro collegi), mentre il resto d'Italia è stato diviso in 91 collegi plurinominali.

 I voti espressi nei collegi uninominali sono in ogni caso computati nella determinazione della cifra elettorale nazionale di ciascuna lista ai fini della determinazione del numero di voti considerato come soglia di accesso alla ripartizione dei seggi e della determinazione della lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale (in funzione del premio di maggioranza).






-  Jo WP 


Collegi Elettorali della Campania

Ͳ01 Territorio dei collegi uninominali di Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Sessa Aurunca, Capua della provincia di Caserta 15 1502 Campania
Ͳ02 Territorio della provincia di Benevento; territorio della provincia di Avellino ad esclusione del territorio dei comuni di Avella, Domicella, Lauro, Marzano di Nola, Moschiano, Pago del Vallo di Lauro, Quindici, Sperone, Taurano del collegio uninominale di Atripalda 15 1503 Campania
Ͳ03 Territorio dei collegi uninominali di Maddaloni, Aversa e Casal di Principe della provincia di Caserta; Territorio dei comuni di Caivano, Crispano e Frattaminore del collegio uninominale di Acerra della provincia di Napoli 15 1504 Campania

Ͳ04 Territorio dei collegi uninominali di della provincia di Napoli 15
- Giugliano in Campania,
- Marano di Napoli,
- Arzano,
- Casoria ,
- Afragola e Cardito

Ͳ05 Territorio dei collegi uninominali di Pomigliano d’Arco, Nola, San Giuseppe Vesuviano della provincia di Napoli; territorio dei comuni di Acerra e Brusciano del collegio uninominale di Acerra della provincia di Napoli; territorio del comune di Casalnuovo di Napoli del collegio uninominale di Afragola della provincia di Napoli; territorio del comune di Poggiomarino del collegio uninominale di Torre Annunziata della provincia di Napoli; territorio del comune di Pollena Trocchia del collegio uninominale San Giorgio a Cremano della provincia di Napoli; territorio dei comuni Avella, Domicella, Lauro, Marzano di Nola, Moschiano, Pago del Vallo di Lauro, Quindici, Sperone, Taurano del collegio uninominale di Atripalda della provincia di Avellino

Ͳ06 Territorio dei collegi uninominali della provincia Napoli 15 1507
- Napoli Pianura,         ( quartieri Soccavo Pianura Chiaiano ) 
- Napoli Arenella,       ( quartieri Avvocata Arenella )
- Napoli San Lorenzo, ( quartieri Stella Vicaria san Lorenzo Poggioreale ) 
- Napoli San Carlo Arena,  ( quartieri San carlo Arena , Miano, san Pietro Patierno )
- Napoli Secondigliano,      ( quartieri Piscinola, Secondigliano,Scampia ) 
- Napoli Ponticelli               ( quartieri Ponticelli Barra,san Giovanni ) 

Ͳ07 Territorio dei collegi uninominali della provincia Napoli 15 1508
- Napoli Ischia,
- Napoli Vomero,         ( quartieri Vomero Chiaia Posillipo ) 
- Napoli Fuorigrotta,    ( quartieri Fuorigrotta Bagnoli ) 
- Pozzuoli

Ͳ08 Territorio dei collegi uninominali della provincia Napoli 15
- Gragnano,
- Castellamare di Stabia,
- Torre del Greco e Portici della provincia di Napoli;
-  Torre Annunziata della provincia ad esclusione del territorio del comune di Poggiomarino
- San Giorgio a Cremano ad esclusione del territorio del comune di Pollena Trocchia

Ͳ09 Territorio dei collegi uninominali di Salerno centro, SalernoͲMercato San Severino, Cava de’ Tirreni, Scafati, Nocera Inferiore della provincia di Salerno 15 T10 Territorio dei collegi uninominali di Battipaglia, Eboli, Sala Consilina, Vallo della Lucania della provincia di Salerno 16

- by Jo WP 





























- pag.4 by Jo WP -

venerdì 20 gennaio 2017

Trump " Tribus Plebis "

Nell'antica Roma Repubblicana il tribuno aveva il diritto di presiedere i Concilia Plebis , il diritto di convocare il Senato , erano eletti dal Comitia Populi Tribuna .
I plebei erano quella parte " ampiamente maggioritaria " della popolazione che non godeva di tutti i diritti riservati ai Patrizi che derivavano dai 100 originali senatori . (WP )

Oggi nell'attuale contrapposizione e nella lotta tra patrizi e plebei in cui è precipitato il novello Impero ha vinto Donald Trump, il tribuno della plebe che ha sfidato Hillary , piena rappresentate del Potere costituito da Potentati Finanziari , Politici , Lobbisti , in pratica gli attuali Patrizi , il moderno  establishment  " L'insieme dei detentori del potere economico e politico, e dei loro sostenitori, che in un paese vigilano sul mantenimento dell'ordine costituito e occupano un posto di rilievo nella vita sociale e culturale. "


 Hillary Clinton ha perso perché la " Plebe Americana " aveva compreso che si era consegnata anima e cuore alla causa dei nuovi patrizi, in questa nuova guerra civile alla quale hanno partecipato anche le colonie imperiali,Emiri arabi e Corporation ed  i cui governatori e araldi (leggi politici e giornalisti) erano tutti per lei ed il giorno del risultato hanno schiumato rabbia.
 Hillary  e tutti i suoi hanno perso perché vittime dal loro stesso Potere. Perché esso vive e prospera nel virtuale , nell'apparente " ordine virtuale "  dato dagli uffici , dalle conferenze , dalle TV , dalle statistiche che scorrono sul computer . Questo è  il potere della grande Finanza, che pure domina incontrastato, e della illusoria globalizzazione che ne è pendant attuale e attuativo. Un potere che produce illusioni e narrazioni virtuali talmente  autoreferenziali  come i " sondaggi  farlocchi " diffusi a livello globale . Questo potere che domina  ha dimostrato di essere totalmente  incapace di vedere il reale, ovvero le esigenze di quella massa di  " plebei , moderni  cittadini "  ai quali oggi sono negati tutti i diritti riguardo la res publica , e la decisione del proprio destino , i quali moderni Plebei , " Operai , Impiegati , Piccoli Professionisti , Disoccupati "  appena ne hanno avuto l'occasione hanno votato in massa per il proprio tribuno.
Gli Usa , sono stati tormentati per anni dalla Globalizzazione ,  milioni di persone hanno perso il loro lavoro per la chiusura di attività produttive trasferitesi all'estero , sopratutto in Cina , con l'effetto di arricchire le grandi Corporation , e dove è nato un vero e proprio Colonialismo Economico a Basso Costo , in continuo  le reiterate crisi finanziarie di Wall Street dal 2008 con perdite diffuse economiche alla popolazione , e poi " un'approccio ideologico " al fenomeno dell'immigrazione in cui una corta coperta delle risorse statali , lascia scoperti sempre i soliti plebei .
Ora arriva  Un tribuno che non  ispira certamente simpatia, ma che ha suscitato speranze: e non solo tra i plebei americani, ma anche nel mondo , anche nella politica estera , in cui il solito " approccio ideologico " , ha portato a infiniti conflitti subdoli nel mondo arabo , con un'esplosione internazionale del fenomeno terroristico che ha colpito a 360° tutti , ed anche il già montato contrasto con la Russia di Putin , con cui poter instaurare ora una trattativa concreta atta a contrastare unitariamente il " terrore " e  trovare una soluzione ai conflitti globali. Una visuale totalmente diversa da quello della sua avversaria che invece prometteva nel nome del " politically correct "  fuoco e fiamme,  contro colui " Putin " che  il moderno  establishment  vede come nemico esistenziale.

Certo, una cosa sono le promesse della campagna elettorale, quali il riportare le fabbriche in Usa , ridurre tasse , limitare i mandati elettorali dei politici , realizzare infrastrutture moderne e produrre lavoro , regolarizzare l'immigrazione clandestina , etc , e altra è attuare l'ambizioso programma come Presidente. Ma una dose di speranza in chi lo ha votato resta.
Vi è stato  un precedente di tutt’altro segno: quel Ronald Reagan andato alla Casa Bianca con la fama di duro, ma di politico incompetente il quale invece ebbe invece con l’allora Unione Sovietica un approccio duro e  virtuoso come la minaccia dello scudo stellare  , che portò poi a denuclealizzare il pianeta , ed al crollo del comunismo .

Ma i Patrizi non staranno a guardare , e tali Patrizi si annidano anche nello stesso partito Repubblicano di Trump , tanti non lo hanno votato , la dinastia Bush ( che ci ha regalato 15 anni di guerra inutile ) ha dichiarato di aver votato scheda bianca  ( ! )  , tutta la stampa , i politically correct , e tanti " utili idioti "  non staranno a guardare .... e negli USA esistono altre incognite, come quella di un possibile assassinio del nuovo Presidente, ( vedi Kennedy altro Tribuno della Plebe ) 
  
Oggi il mondo è ovunque lacerato e succube dei " novelli Patrizi " ,occorre  una ricomposizione generale, che passa attraverso un compromesso più largo possibile al di fuori di imposizioni ideologiche . Da ricercare sia verso l’esterno (Russia e Cina in particolare) che all'interno del mondo Europeo occidentale .

In Italia  , dove il premier Renzi si è distinti in prima persona per la campagna pro-Hillary , dopo i risultati si sono addirittura levate voci da parte di esponenti del partito al governo contro  il " suffragio universale " , disprezzando il voto manifestato , ed  in particolare poi assistiamo ad un cammino in cui si vogliono sostituire elezioni democratiche ove si esprimono gli elettori , ad elezioni di seconda fascia da parte di " nominati " .
Ora , dopo il 20 gennaio lo vedremo all'opera , e sicuramente l'avvio sarà in sintonia con il personaggio , già nel periodo di transizione alcune industrie americane , hanno rinunciato alla delocalizzazione , la Cina si preoccupa per la sua economia , cresciuta a spese di tutto il mondo intero , ed anche il terrorismo islamico cresciuta grazie a  folli scelte di politica estera , si preoccupa  tutto l' establishment progressista mondiale che preferisce i diritti civili ai diritti sociali  ...
Il 2017 porterà anche qui in Italia il manifestarsi del " novello Tribuno della Plebe " ??
( notizie tratte ed elaborate da WP e PN )

mercoledì 11 gennaio 2017

FOIA, Freedom Of Information Act. DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2016, n. 97

Libero accesso agli atti amministrativi , dal 23 dicembre 2016 entra in vigore il D.L. n.97 del 25 maggio 2016 , che pone in vigore in Italia i principi del FOIA , Freedom Of Information Act.

Da oggi, per gli italiani, scatta il libero accesso agli atti della pubblica amministrazione anche se riguardano diritti di altri privati, come ad esempio la richiesta di licenza edilizia di un vicino, la partecipazione a un bando di gara di un candidato a un posto pubblico, il curriculum di un collega di lavoro che ha ottenuto un avanzamento in carriera, ecc.. Viene capovolta l’impostazione che, sino ad ora, ha disciplinato i rapporti tra cittadini e P.A.: la tutela della privacy diventa l’eccezione, garantita solo per particolari esigenze di produzione, di segreto di Stato e di economia nazionale; invece, la regola generale diventa il libero accesso a tutte le informazioni, anche per semplice curiosità e non necessariamente se c’è un interesse specifico da dimostrare. Una vera e propria svolta nella trasparenza, determinata dall’approvazione, nella scorsa primavera, del decreto legislativo [1] sul cosiddetto FOIA, ossia Freedom Of Information Act (legge sulla libertà di informazione).
Cambia quindi il diritto di accesso agli atti amministrativi della Pubblica Amministrazione , e di conseguenza cessa la Privacy nei rapporti tra Cittadino e P.A.
Ogni cittadino avrà libero accesso ai documenti pubblici. Non parliamo di quelli già disponibili nella sezione “Trasparenza” dei siti Internet delle Pubbliche amministrazioni. No. Parliamo di informazioni che ci riguardano in prima persona, e che sono state finora chiuse in un cassetto. «A che punto è la mia richiesta di visita specialistica in ospedale? Quanto ha speso quel politico in cene e viaggi? A che punto sono i lavori di ristrutturazione del parco pubblico e come mai sono bloccati da diversi mesi? A chi è stato dato il finanziamento pubblico e perché proprio a questa ditta e non alla mia? Quanto è sicura la mia scuola? Quanto è inquinata l’aria del mio quartiere?      Come        sono state stilate le graduatorie del concorso pubblico?». A tutte queste domande ogni italiano avrà diritto ad avere una risposta, da un lato con la pubblicazione – sui siti degli enti pubblici – di informazioni sino ad oggi ritenute riservate (ad esempio, stipendi e benefits di chi esercita funzioni pubbliche), dall’ altro con l’obbligo di fornire risposte scritte e motivate a richiesta degli interessati che abbiano presentato una domanda di accesso agli atti amministrativi.
 L'accesso agli atti sarà gratuito , a differenza del passato .
A differenza del passato viene cancellato il silenzio rifiuto da parte della P.A. 
Quindi dal 23 dicembre , se la P.A. non risponde nei tempi di legge, ossia 30 giorni, il cittadino avrà diritto di visionare gli atti. Il rifiuto andrà invece posto per iscritto e, soprattutto, motivato, altrimenti il suo silenzio si considererà come assenso e, quindi, scatterà in automatico il diritto di accesso
Contro l’eventuale rifiuto all’ accesso si potrà fare ricorso al Responsabile anti-corruzione o, negli enti locali, al difensore civico, evitando così la via più costosa del ricorso al Tar così come era previsto dalla attuale legge.
Eventuali controinteressati all’accesso alle informazioni che li riguardano potranno opporsi entro 10 giorni dalla comunicazione loro inviata dalla P.A. circa la presentazione di una richiesta di accesso agli atti.
 A differenza del passato ,non bisognerà giustificare più un particolare interesse da parte del Cittadino a Associazioni all'accesso alle informazioni .
La svolta oggi è che non bisognerà più dimostrare un proprio particolare interesse alla pratica per chiedere l’ostensione degli atti amministrativi ,  spieghiamo meglio. 
Se in passato, per sapere sulla base di quali criteri era stata determinata la vittoria di un candidato a un concorso piuttosto che di un altro bisognava essere inseriti nella graduatoria, oggi tale condizione non esiste più e tutti possono sapere perché le ragioni dell’aggiudicazione. Insomma, la privacy   si inchina anche alla semplice curiosità, visto che comunque la pubblica amministrazione deve sempre agire per trasparenza e rispettando le norme di legge. E quando si parla di legge, non devono esistere   segreti.
 Una vera rivoluzione nei rapporti tra Cittadini , Associazioni e Enti Locali , quali i Comuni in primis 
Giova ricordare che oggi in Italia i responsabili dei procedimenti amministrativi sono i Dirigenti , non i politici , per cui e' da immaginare una levata di scudi da parte dei Dirigenti dei vari Enti ,   si troveranno ora davanti ad una richiesta di trasparenza a cui non si sa come potranno opporsi , e trasparenza non significa impedire opere pubbliche o altro , ma significa che tali opere vadano verificate     non solo dai politici , ma anche dalla cittadinanza diffusa e dalle associazioni . 
D.L. n.97 25 maggio 2016  testo della legge sul FOIA, Freedom Of Information Act.
Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicita' e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

 

Ad oggi, quindi, secondo la legge italiana si può fare richiesta di:

  1. accesso documentale: è il meno recente dei tre, il classico e tradizionale accesso agli atti amministrativi [3]. La richiesta può provenire solo da un soggetto che «abbia un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso». In pratica, può fare istanza solo chi partecipa ad un procedimento amministrativo (concorso pubblico, rilascio concessione edilizia, ecc.) e vuole esercitare i diritti di partecipazione o di opposizione al procedimento stesso, che la legge gli riconosce. L’istanza inoltre va motivata. Si tratta quindi di una forma d’accesso totalmente opposta al nuovo accesso generalizzato, perché ci vogliono determinati requisiti per esercitarlo. Per saperne di più e trovare un fac simile della richiesta di accesso documentale, consultare Istanza di accesso agli atti amministrativi: termini e modalità;
  2. accesso civico: dobbiamo sapere che la Pubblica amministrazione ha l’obbligo di pubblicare determinati documenti sul proprio sito internet, nella sezione «amministrazione trasparente» [4]. Se non lo fa, ogni cittadino può chiedere la pubblicazione delle informazioni che l’ente pubblico era tenuto a divulgare. Questo tipo di accesso, quindi, è una reazione del cittadino ad una mancanza della Pa, che non ha pubblicato quanto doveva sul proprio sito;
  3. accesso generalizzato: è quello di cui si è trattato sopra , introdotto con il Foia e in vigore dal 23 dicembre scorso. Per questo tipo di accesso non c’è bisogno di un interesse particolare come avviene per l’accesso documentale. La richiesta può avere i motivi più disparati, anche la semplice curiosità di conoscere gli atti pubblici. L’istanza infatti, oltre ad essere totalmente gratuita, non va motivata.
Il nuovo accesso generalizzato, infatti, è espressione di uno specifico principio: quello della massima trasparenza dell’attività amministrativa. Tutti devono essere in grado di partecipare attivamente alla funzione pubblica, conoscere l’operato della Pa al fine di migliorarlo e di prevenire la corruzione o altri comportamenti truffaldini.

L’istanza di accesso può essere presentata a mano, a mezzo posta o tramite fax:
  • all’ufficio che materialmente detiene i dati, le informazioni o i documenti;
  • all’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) della singola amministrazione;
  • all’altro eventuale ufficio indicato dall’amministrazione sul proprio sito internet.
La richiesta può essere effettuata anche in via telematica (tramite email), secondo le modalità prevista dal codice dell’Amministrazione digitale 
Di seguito il modello di richiesta :

Istanza per l’accesso agli atti amministrativi ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 33/2013, come modificato dal D.Lgs. 97/2016 (F.O.I.A.)
All’ufficio__________
del Comune di__________
(o della Regione__________; o di qualsiasi altra amministrazione pubblica)
Il/la sottoscritto/a__________ nato/a a __________ il__________ residente in__________ Prov_____ CAP_____ alla via__________ n._____ codice fiscale__________ tel__________ fax__________ indirizzo email (o PEC) al quale inviare eventuali comunicazioni__________
in qualità di __________ (se si agisce per conto di una società)
CHIEDE
ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, comma 2 e ss. del D.Lgs. n. 33/2013, come modificato dal D.Lgs. n. 97/2016, di:
 prendere visione dei seguenti documenti_______ (indicare i documenti o le informazione a cui si vuole accedere o gli estremi che ne consentano l’individuazione da parte dell’ufficio);
 ottenere copia semplice in formato cartaceo/su cd/tramite posta elettronica dei seguenti documenti________;
 ottenere copia autentica dei seguenti documenti_________ (per le copie autentiche occorre verificare se si deve pagare il bollo);

Si allega copia documento di riconoscimento.

Distinti saluti
Luogo e data __________
Firma del richiedente __________
Elaborato dal Web e Da Lptutti



    Le modifiche alla legge :